La rivoluzione di ConServe

Marco Del Pistoia dell’Unitaria, la cooperativa zoocerealicola e ortofrutticola che conta oltre 600 soci in lucchesia, ci racconta di ConServe, il progetto che è nato sulla carta alcuni mesi fa e sta decollando anche logisticamente e produttivamente e di cui Caritas Diocesana di Lucca è driver e capofila e che vede Calafata come soggetto responsabile per la trasformazione.

Tutto è iniziato nel 2016 con la grandine e un raccolto di pere “rovinato” dal cattivo tempo. “Le pere non erano esteticamente perfette e quindi difficilmente si sarebbe riusciti a piazzarle sul mercato e venderle” – racconta Marco – “motivo per cui si è dovuto pensare a un piano B”. E questo piano, di trasformarle in altro, appunto, ha funzionato alla grande se a maggio del 2018 si è riusciti a concretizzarlo in ConServe. Protagoniste, oltre a Calafata e l’Unitaria, altre 7 realtà che lavorano sul nostro territorio a vari livelli (l’elenco lo trovate a fondo articolo).

Ma in cosa consiste ConServe? L’idea è semplice: trasformare (e questa è la parola chiave) le eccedenze alimentari, quei surplus produttivi difficili da gestire da parte delle aziende agricole, in risorse, nuovi prodotti lavorati in barattolo e in scatola pronti all’uso. Al momento, in questa fase iniziale, le referenze sono 12 (alcune presenti in doppio formato) e spaziano dai legumi precotti alle marmellate, dalle confetture di cipolla alle con e molti altri ancora allo studio e l’Unitaria avrà il compito di commercializzarli.

L’Unitaria è nata nell’ormai lontano ‘81 da un gruppo di agricoltori come cooperativa ceralicola che si occupava del ritiro lavorazione e distribuzione di cereali. Nel 2002, caldeggiato da Del Pistoia (che lavora in cooperativa dal ‘92), si ebbe un allargamento agli ortaggi freschi con la conseguente valorizzazione dei localismi e dei prodotti territoriali. “Locale era ancora parola tabù, ricordo che quando proponevo di mettere striscioni sotto i prodotti che ne indicassero la località lucchese di provenienza, mi prendevano quasi in giro”, racconta Marco. Ma le idee furono da subito chiare: no all’agricoltura estensiva, sì produzioni in piccola scala e per forza di cose, quindi, si doveva uscire dall’ordinario, essere “diversi” anche se il mercato di riferimento è la GDO. La struttura oggi è a “km 50”, come ama definirla Del Pistoia, dato che i terreni dei soci si estendono da Capezzana a Sarzana e fino a Ponte Buggianese. La funzione della cooperativa è di coordinare la produzione programmando e fornire stoccaggio, logistica e commercializzazione in una logica di gestione collettiva di alcune risorse per non replicare le necessità. “Anche ConServe ha questo senso di uso collettivo! Unire le forze potenzia, si arriva su mercati dove non si arriverebbe altrimenti. Inoltre il progetto arricchisce la comunità perché prevede la formazione di alcuni ragazzi, che sono già al lavoro in laboratori alimentari per imparare un mestiere”.

La prima uscita ufficiale dei prodotti a marchio ConServe è stata questo scorso settembre in occasione del Salone del Gusto di Slow Food, Torino, anche se alcuni eventi sul territorio sono già stati realizzati nel corso del 2018. Il laboratorio è dunque in fase di allestimento (a buon punto!) e, una volta funzionante, sarà attivo anche per la lavorazione conto terzi.

Insomma, siete avvisati… a Lucca non si spreca più niente!

Soggetti partecipani al progetto:

– RistoPain S.r.l,

– Odissea Società Cooperativa Sociale

– associazione culturale Laboratorio di Studi Rurali Sismondi,

– Associazione Scuola Ti Voglio Bene Comune ONLUS, partner ATS

– associazione La condotta o Convivium Slow Food Lucca Compitese e Orti Lucchesi,

– Cooperativa Rinascita,

– L’Unitaria, cooperativa zoocerearicola società cooperativa,

– Società cooperativa sociale Solidando ONLUS,

– Comune di Capannori.

 

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